Skip to content
INAIL - sito

VR e sicurezza sul lavoro: FOS protagonista a Roma per il progetto di INAIL e START4.0

L’innovazione tecnologica può essere centrale per la sicurezza sul lavoro, la tutela dei lavoratori e la prevenzione dei rischi. È il forte messaggio lanciato lo scorso 12 marzo dall’Auditorium “Antonio Maglio” della sede INAIL di Roma, che ha ospitato l’evento conclusivo di “Preventive Innovation“, un ecosistema d’avanguardia nato per aggiornare la formazione e la tutela attiva degli operatori fondendo le potenzialità della Realtà Virtuale con i dispositivi indossabili IoT. Il seminario, promosso dal Dipartimento innovazioni tecnologiche (DIT) dell’INAIL e dal Centro di competenza START4.0, ha sancito il successo di un progetto di ricerca industriale focalizzato sull’impiego delle tecnologie abilitanti 4.0 per la sicurezza nei luoghi di lavoro ad alto rischio.
 
Il convegno: istituzioni e imprese a confronto
La giornata ha registrato una partecipazione che ha superato le aspettative, riunendo istituzioni, ricercatori e mondo dell’impresa in un dibattito di alto livello. Il programma ha dato spazio all’analisi del contesto infortunistico curata dai ricercatori INAIL, continuando con l’intervento di Giorgio Allasia, COO della Business Unit Engineering del Gruppo FOS, che ha presentato il nucleo tecnologico del progetto, illustrando le reali applicazioni in campo delle tecnologie immersive e ricostruendo le fasi di sviluppo dell’ecosistema. A seguire, la tavola rotonda dedicata al nuovo accordo Stato-Regioni, con un focus tecnico specifico sull’utilizzo dei sistemi VR, AR e MR nella formazione e nell’addestramento. Il pomeriggio è entrato nel vivo con uno showcase interattivo: il team di FOS – composto anche dall’Head of Engineering Federico Boero e dai Project Engineer Nicolò Alberti e Antonio Mazziotta – insieme a Saverio Pagano, CEO di Smart Track, ha guidato i presenti nel collaudo pratico delle soluzioni sviluppate.
 
Il progetto: ergonomia virtuale e tutela attiva
Sviluppato nel biennio 2024-2025, Preventive Innovation ridefinisce la sicurezza nei contesti operativi complessi, integrando in modo inedito Realtà Virtuale (VR), Realtà Aumentata (AR) e Internet of Things (IoT). FOS ha ingegnerizzato moduli formativi VR ad altissimo realismo per simulare operazioni critiche. L’architettura software è stata ottimizzata per garantire la massima ergonomia: interfacce intuitive, zero distrazioni visive e totale compatibilità con i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). Alla simulazione formativa si affianca la tutela attiva in cantiere, abilitata dall’infrastruttura di geofencing di Smart Track. Ogni operatore è equipaggiato con il “WeTAG”, un wearable a bassissimo consumo che fonde le tecnologie radio UWB e BLE per garantire un tracciamento millimetrico. L’ingresso in un’area di potenziale pericolo innesca istantaneamente alert tattili, visivi e sonori, neutralizzando il rischio alla radice.
 
Le prospettive: scalabilità, formazione e inclusione
L’ecosistema di Preventive Innovation si posiziona ora strategicamente sul mercato, intercettando la forte e crescente domanda industriale per le tecnologie avanzate di sicurezza. L’interesse delle istituzioni è tangibile ed è validato dalla sinergia tra START4.0 — fondamentale acceleratore d’innovazione — e INAIL, ente garante assoluto delle procedure di prevenzione. Affinché la soluzione si affermi come standard in settori nevralgici come la cantieristica e l’impiantistica, la strategia punta su scalabilità e ottimizzazione. «L’ingegnerizzazione di questi sistemi richiede un equilibrio rigoroso tra la customizzazione sul singolo scenario aziendale e l’adozione di architetture modulari», spiega Allasia. «Solo superando la logica del progetto ‘full custom’ possiamo garantire la piena sostenibilità economica e favorire un’adozione su vasta scala».
 
Un valore aggiunto inestimabile della piattaforma risiede, infine, nel suo potenziale formativo e inclusivo. In settori in cui l’addestramento salva letteralmente la vita e la manodopera estera è predominante, la virtualizzazione abbatte ostacoli storici. «Considerando che nei cantieri circa il 30% della forza lavoro è di origine straniera, l’impatto di questa tecnologia diventa dirompente», sottolinea Allasia. «Una volta strutturata l’esperienza immersiva, le procedure operative possono essere declinate istantaneamente in qualsiasi lingua. Attraverso la traduzione dei testi o l’integrazione di sistemi vocali speech-to-text, il rigore della simulazione rimane intatto e universale».
Torna su