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L'innovazione di FOS nel NOI Techpark di Bolzano: le tecnologie di domani sono già realtà.

Nel cuore del NOI Techpark, la “piccola Silicon Valley” dell’Alto Adige che funge da ponte verso l’Europa di lingua tedesca, batte uno dei motori di ricerca e sviluppo più dinamici del Gruppo FOS. La sede di Bolzano è un avamposto strategico immerso in un ecosistema d’eccellenza nel cuore dell’Europa, un distretto dell’innovazione dove l’ingegneria si applica all’Intelligenza Artificiale, ai sistemi multi-drone e all’agritech, trasformando brillanti intuizioni in prodotti commerciali pronti per il mercato.

Qui, dove si “vende intelligenza”, nascono brevetti e si sperimentano le tecnologie del futuro. A raccontarci questa realtà èGiovanni Giannotta , Site Manager dell’area di Bolzano di Gruppo FOS.

Un laboratorio di ingegneria per l’innovazione del Gruppo

La vocazione della sede è chiara fin dalla sua nascita. «Bolzano nasce come un’espressione di ingegneria e tecnologia per la Business Unit che segue la parte più innovativa del gruppo FOS», spiega Giannotta. «Siamo nati per un ambito di ricerca, sviluppo e ingegneria». Il team fornisce a tutto il gruppo attività specifiche di R&D in settori all’avanguardia come le applicazioni di Intelligenza Artificiale e i sistemi basati su blockchain, con l’obiettivo di generare un impatto concreto. «Applichiamo l’IA in modo specifico e innovativo su ogni progetto che sviluppiamo».

Dalla ricerca al mercato: i progetti SAMOIEDO e Piano Green

A Bolzano, la ricerca si traduce in brevetti e soluzioni concrete. È qui che sono nati alcuni dei prodotti commerciali di Piano Green, come le trappole a feromoni, quelle cromotropiche e il Microcosmo. Tra le attività più recenti, c’è SAMOIEDO (Sistema Autonomo Multidrone per la sOrveglianza IndustrialE inDoor e Outdoor), un progetto appena concluso e già testato con successo presso l’ex base militare di Silandro.

SAMOIEDO risponde a una criticità precisa: eliminare la presenza umana in aree industriali a rischio. «Abbiamo pensato di sostituire la classica ronda umana con droni che operano in un volo multi-drone controllato», illustra Giannotta. «I droni diventano sia controllori l’uno dell’altro, sia recettori di informazioni, permettendo di monitorare costantemente le aree». Grazie all’intelligenza artificiale, il sistema è in grado di rilevare autonomamente pericoli, come la caduta di una trave, o la presenza di persone non autorizzate, allertando un operatore che può intervenire da remoto. I vantaggi sono molteplici: «Questo non solo aumenta la sicurezza, ma riduce i costi, garantisce una sorveglianza costante e abbatte le emissioni di CO₂, poiché i droni sono elettrici».

Oltre la sorveglianza: la comunicazione d’emergenza con ITACA

L’innovazione non si ferma. All’orizzonte si profila ITACA, un altro ambizioso progetto basato su droni. Questa volta, si tratta di una piattaforma mobile per le telecomunicazioni installata su un dirigibile senza pilota, pensata per fungere da ponte radio in caso di grandi emergenze. «Quando avviene un’emergenza, la prima cosa da fare è ripristinare un sistema di comunicazione, sia per la Protezione Civile che per la popolazione», spiega il Site Manager. Il sistema, leggero e autonomo, integra moduli di comunicazione GSM, Wi-Fi e 5G, un sistema di guida automatica e una fonte energetica rinnovabile basata su pannelli fotovoltaici, rappresentando un supporto fondamentale in situazioni critiche.

Un avamposto strategico nel cuore dell’Europa

La sede di Bolzano rappresenta un tassello strategico fondamentale per il Gruppo FOS per due ragioni principali. «Innanzitutto, siamo presenti in un territorio particolare, l’unico germanofono in Italia, e questo ci permette di guardare al centro Europa con un occhio più vicino», sottolinea Giannotta. Il secondo, e forse più importante, è l’ecosistema in cui è inserita. «Siamo nel NOI Techpark, il parco tecnologico della provincia di Bolzano. Abbiamo a disposizione tutto l’ecosistema di ricerca che si sta concentrando qui. È una piccola Silicon Valley che sta crescendo a livelli eccezionali, e noi siamo parte integrante di questo fermento».

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