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Gruppo FOS e Plastic Free: insieme in azione sul territorio

C’è un filo conduttore che lega l’innovazione tecnologica alla cura del territorio: l’assunzione di responsabilità. Una visione che il Gruppo FOS ha tradotto in azioni concrete siglando una partnership strategica con Plastic Free ODV Onlus, l’organizzazione che dal 2019 mobilita oltre 260.000 volontari all’anno in tutta Italia. Nel mese di aprile, questa alleanza ha portato l’azienda fuori dagli uffici e direttamente sul litorale ligure, con un doppio appuntamento pensato per trasformare la consapevolezza ambientale in un vero e proprio intervento sul campo.

Il punto di partenza è stata la condivisione di una consapevolezza scientifica. Il 14 aprile, un webinar condotto da Silvia Pettinicchio, coordinatrice internazionale di Plastic Free, ha coinvolto la sede genovese in un’analisi rigorosa dei dati sul surriscaldamento globale. Non si è trattato di un semplice incontro formativo, ma della costruzione di un set di strumenti cognitivi necessari per comprendere l’urgenza della crisi climatica e innescare un reale cambio di paradigma nelle abitudini quotidiane e professionali.

Dall’analisi alla pratica, l’impegno si è spostato sulla spiaggia di Voltri il 18 aprile, in concomitanza con le celebrazioni per la Giornata Mondiale della Terra. Qui, venti dipendenti del Gruppo hanno dato vita a un’attività di «clean-up» intensiva che, in un’ora e mezza di intervento, ha rimosso dal litorale circa 200 chilogrammi di rifiuti, restituendo una fotografia nitida del peso dell’impronta antropica sull’ecosistema marino.

«Siamo intervenuti su una spiaggia in condizioni critiche – spiega Simone Italiano, Referente Volontario per la Liguria di Plastic Free -. A causa dell’esposizione prolungata a sole e salsedine, la plastica raccolta aveva già perso le sue proprietà di riciclo, diventando un rifiuto indifferenziato complesso da gestire. In poco tempo abbiamo riempito circa un sacco a testa: un dato che conferma quanto lavoro resti da fare per preservare le nostre coste. La risposta del team FOS è stata esemplare per dedizione e partecipazione».

L’operazione ha permesso di isolare e analizzare anche le minacce più insidiose, come i mozziconi di sigaretta. «È il rifiuto più comune e, paradossalmente, tra i più pericolosi» prosegue Italiano. «Un solo filtro può contaminare fino a 1.000 litri d’acqua, rilasciando microplastiche e sostanze tossiche che entrano nella catena alimentare fino a raggiungere i tessuti umani. Ogni gesto di rimozione non è solo pulizia, ma un atto di tutela della salute pubblica».

Per il Gruppo FOS, l’iniziativa non rimane un evento isolato ma si integra in un framework di sostenibilità dove il capitale umano diventa il motore della competitività responsabile.

A sancire la valenza strategica del progetto è Ilaria Leopoldo, Responsabile Marketing del Gruppo FOS: «Questa iniziativa nasce per coinvolgere attivamente la nostra comunità – dipendenti e famiglie – in un percorso di responsabilità ambientale che sia, prima di tutto, concreto. I due momenti ci hanno permesso di guardare al problema con la lente dei dati per poi agire insieme sul territorio, consolidando al contempo lo spirito di squadra. Il nostro obiettivo è ora trasformare queste buone pratiche in un modello strutturale, estendendolo progressivamente a tutte le sedi nazionali e alle società del Gruppo».

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