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FOS a SFSCON 2025: l'open source come motore per la sovranità digitale e l'IA etica

Dal NOI Techpark di Bolzano, FOS ha presentato soluzioni concrete: da "Track4Bio" al monitoraggio avifaunistico “BirdNET”

È stata un’edizione da record che conferma la centralità dell’open source nei processi di innovazione. La SFSCON (South Tyrol Free Software Conference) 2025 ha chiuso i battenti al NOI Techpark di Bolzano con un bilancio di grande successo, registrando il tutto esaurito con oltre 1000 partecipanti in presenza e 150 esperti giunti da tutta Europa. In questo ecosistema d’eccellenza, il Gruppo FOS ha marcato la sua presenza non solo come attore innovativo sul palco, ma anche in qualità di supporter ufficiale della conferenza.

Tra i temi cardine dell’evento, a fianco di intelligenza artificiale e cybersecurity, è emerso con forza l’imperativo della sovranità digitale. Un tema strategico che, come sottolineato da Giorgio Allasia, COO Business Unit Engineering & Technology Transfer di FOS, nel suo speech introduttivo, è ormai prioritario a livello continentale. «Sicuramente è esploso il tema della sovranità digitale. Soprattutto in Europa è importante poter essere il più possibile indipendenti da soluzioni commerciali basate su licenze che, in molti casi, non sono europee. Poter utilizzare software open source per realizzare soluzioni in house è un tema fondamentale e noi come Gruppo lo stiamo seguendo con grande attenzione».

L’etica come prerequisito dell’IA

La visione strategica poggia su fondamenta tecniche precise. L’open source non è solo una scelta di licenza, ma il motore stesso dell’innovazione in ambito IA, come ha evidenziato Giovanni Giannotta, Site Manager dell’area di Bolzano di Gruppo FOS. «L’open source ha già un’importanza cruciale: il 90% dei software utilizzati a livello sperimentale sono progetti open source. In particolare, tutte le intelligenze artificiali più note, incluse quelle di OpenAI, sono basate su un cuore o un modello open source».

Ma l’adozione di questi potenti strumenti impone una riflessione sulla responsabilità. «Uno dei temi centrali è proprio l’uso etico dell’open source, e in particolare l’etica che viene implementata nell’intelligenza artificiale. È fondamentale pensare che l’IA viene addestrata, ma che poi opera in autonomia» spiega ancora Allasia.

Soluzioni concrete: Track4Bio e BirdNET

Il Gruppo FOS ha dimostrato come questo approccio etico si traduca in soluzioni ingegneristiche avanzate, già operative nell’agritech e nella protezione della biodiversità.

Il primo progetto illustrato è stato Track4Bio, sviluppato da FOS attraverso la sua startup Piano Green e in collaborazione con Terra System. «Nel progetto Track4Bio abbiamo presentato una trappola specifica» ha descritto Giannotta. «Questa viene posizionata nel bosco e, in piena autonomia, cattura gli insetti, li registra tramite immagini e dopodiché li libera. A questo punto interviene l’applicazione di intelligenza artificiale, che è stata addestrata a riconoscere e classificare questo tipo di insetti».

La seconda soluzione, presentata dalla collega Orneda Lecini, riguarda l’applicazione di BirdNET all’interno del progetto europeo REINFORCE, un’iniziativa finanziata anche dal PNRR legata all’hub Agritech. Qui, FOS ha implementato la “colonnina della biodiversità”.

«BirdNET è un sistema di IA open-source, una convolutional neural network (CNN) addestrata su milioni di vocalizzazioni per identificare oltre 3.000 specie di uccelli in tutto il mondo. Il dispositivo FOS ascolta l’ambiente e, grazie a una fase di event detection, registra l’audio solo quando rileva suoni pertinenti. Successivamente, il modello BirdNET processa l’audio analizzandone lo spettrogramma per identificare la specie» spiega ancora Giannotta.

Questa architettura permette un monitoraggio automatico e non intrusivo fondamentale per affrontare un’emergenza reale: il declino di 2.9 miliardi di uccelli registrato dal 1970. I dati raccolti – nome della specie, score di confidenza, timestamp, GPS e dati ambientali – vengono inviati a un database centrale e visualizzati su dashboard per mappare le zone calde della biodiversità, a supporto di ricercatori e comunità locali.

L’impatto sul mercato

La presentazione di queste innovazioni ha generato un riscontro immediato. «Alla fine del nostro speech abbiamo registrato un interesse importante da parte della platea» conclude Giannotta. «Abbiamo ricevuto richieste specifiche sia sui modelli di apprendimento che adottiamo, sia sulle metodologie che utilizziamo. In particolare, abbiamo riscontrato l’interesse di due aziende che operano nell’ambito dell’agricoltura e della biodiversità, interessate a integrare i nostri sistemi con la loro tecnologia».

La partecipazione a SFSCON 2025 ha quindi confermato la doppia vocazione del Gruppo FOS: da un lato, attore consapevole e strategico nel dibattito europeo sulla sovranità digitale; dall’altro, innovatore capace di utilizzare gli strumenti più avanzati dell’open source per sviluppare soluzioni d’eccellenza che rispondono a imperativi etici e a sfide complesse, come la gestione sostenibile delle risorse e la tutela della biodiversità.

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