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Donne in STEM, finanza e shipping: l’impegno delle imprese liguri per i talenti di domani

Colmare il divario di genere nelle discipline tecnico-scientifiche non è solo una questione di equità sociale, ma una leva strategica imprescindibile per la competitività del sistema produttivo. È questo il messaggio emerso dall’incontro «Donne in STEM, finanza e shipping. Testimonianze di oggi, talenti di domani», svoltosi il 30 ottobre scorso nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, nell’ambito del Festival della Scienza. 

L’evento, curato da Confindustria Genova e nato da un’idea del Gruppo FOS, ha riunito davanti a una platea di studentesse e studenti sette protagoniste del mondo accademico, scientifico, finanziario e industriale, moderate dalla giornalista de Il Secolo XIX Gilda Ferrari. 

L’incontro è visionabile integralmente a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=xpIhJY1xsj8.

Dopo i saluti di Domenico Coviello, presidente del Festival della Scienza, Fabrizio Ferrari, presidente di Confindustria Genova, ha ringraziato l’AD del Gruppo FOS Enrico Botte per aver promosso l’iniziativa, sottolineando la necessità di azioni tangibili: «Vogliamo avvicinare in modo pratico le studentesse a percorsi lavorativi di qualità in ambiti ancora troppo declinati al maschile. Il talento, la passione e la determinazione non appartengono a un solo genere: non dobbiamo chiedere alle donne di moltiplicare gli sforzi, ma garantire pari opportunità, rendendole libere di scegliere e di vedersi riconosciute nella propria individualità».

Università e ricerca: superare il divario delle opportunità

L’analisi dei dati accademici, illustrata da Patrizia Perego, preside della Scuola Politecnica dell’Università di Genova, ha aperto il dibattito: «Se in corsi come Scienze dell’Architettura e Ingegneria Biomedica le iscritte raggiungono il 67-68%, in Ingegneria Elettronica, Tecnologie dell’Informazione e Ingegneria Elettrica la presenza femminile oscilla appena tra il 7% e il 9%. Non è un problema di capacità, ma di opportunità e di orientamento: il talento delle ragazze non ha genere e le tecnologie STEM hanno estremo bisogno della visione, della cultura e della capacità relazionale delle donne».

A dimostrare l’impatto sociale della ricerca è intervenuta Matilde Antonj, ricercatrice dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT): «Fin dal liceo scientifico mi sono appassionata alla matematica e alle materie scientifiche, con un’attenzione agli impatti sociali. La bioingegneria è stato il percorso che mi ha permesso di coniugare questi due elementi. Oggi lavoro per creare nuovi dispositivi medici che possano aiutare le persone con disabilità motorie o cognitive, generando un impatto concreto sulla società che mi rende felice».

Sulla stessa lunghezza d’onda Vanessa Orani – project manager di Aitek e responsabile per la parità di genere in azienda – che ha unito la passione per la danza ai numeri: «Tra il movimento del corpo e la matematica esiste un legame profondo, fondato sulla logica. Il mio trascorso nella danza mi aiuta a gestire meglio il lavoro e a capire come sviluppare nuove soluzioni».

Leadership, merito e welfare nei settori strategici

Affrontare contesti storicamente a trazione maschile richiede tenacia. Lo sa bene Costanza Musso, AD del Gruppo Grendi: «Nello shipping mi sono trovata spesso unica donna al tavolo delle trattative. La chiave per superare lo scetticismo è sempre stata l’ironia, unita alla capacità di portare a casa i risultati. È un settore complesso, ma dove le professioniste preparate e determinate fanno la differenza e non passano mai inosservate».

Dallo shipping alle istituzioni finanziarie, Raffaella Di Donato, direttrice della sede di Genova della Banca d’Italia, ha declinato il concetto di leadership come responsabilità collettiva: «Nella nostra istituzione il potere è inteso come servizio alla comunità. Il merito e le competenze sono centrali, ma a livello sistemico resta cruciale la sfida del work-life balance: nei concorsi le donne ottengono spesso risultati migliori degli uomini, eppure ai vertici la loro presenza si riduce. Non esiste alcun divario strutturale di preparazione, bensì l’esigenza di assicurare a tutti parità di condizioni».

Un tema, quello del welfare e della demografia, approfondito in chiave europea da Fabienne Moretta, responsabile Agritech del Gruppo FOS e amministratrice delegata della startup Piano Green: «In Italia lavora il 54% delle donne tra i 15 e i 60 anni con un tasso di natalità dell’1,2, mentre in Francia l’occupazione femminile tocca il 72% con una natalità dell’1,55. Il confronto internazionale dimostra quanto i supporti alle famiglie siano determinanti, ma il messaggio per le giovani resta uno: anche di fronte alla fatica di conciliare carriera e maternità, non bisogna mai arrendersi».

A chiudere il panel è stata Daniela Gentile, AD di Ansaldo Nucleare, che ha ripercorso la propria carriera dagli studi in ingegneria chimica – «eravamo cinque ragazze su duecento iscritti, e siamo arrivate tutte al traguardo» – fino alla guida di un presidio strategico nazionale: «Le crisi, come quella seguita a Chernobyl agli inizi del mio percorso, si superano con il coraggio di imboccare strade inesplorate. Spesso i compiti più complessi vengono affidati alle donne proprio perché difficili: accettare la sfida porta un valore inestimabile all’impresa».

Il contest «Donne in… STEM» e l’orizzonte futuro

Durante la mattinata è stato lanciato il contest «Donne in… STEM», presentato da Enrico Botte, CEO del Gruppo FOS e presidente della Sezione E.L.I.T. (Elettronica, Informatica e Telecomunicazioni) di Confindustria Genova: «Questo progetto nasce dall’ascolto delle nostre imprese e dalla volontà di accompagnare le nuove generazioni nel mondo del lavoro con strumenti reali. Le borse di studio, dal valore di 3.000 euro ciascuna, sono rivolte a neodiplomate e laureate triennali che intendono proseguire la formazione universitaria o negli ITS Academy in ambito STEM». 

Il percorso avviato a Palazzo Ducale guarda già al prossimo traguardo: il format verrà riproposto il 17 novembre nella giornata inaugurale di Orientamenti, il salone annuale promosso da Regione Liguria per affiancare giovani, famiglie e docenti nell’ingresso nel mondo del lavoro. Un segnale tangibile di come investire sull’equità e sulle competenze tecniche femminili significhi forgiare, fin da oggi, l’eccellenza tecnologica del domani.

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